First Italian F-16 in special colour scheme and new preserved F-104 at Cervia June 21, 2008
Posted by David Cenciotti in F-104, Italian Air Force, Military Aviation.Tags: 5 Stormo, Aeronautica Militare, Cervia, F-104, F-16, Italian Air Force, Special Colour, Spotter Day, Starfighter
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The highlights of the Spotter Day held on June 20 in Cervia airbase to celebrate the 90th anniversary of the 23° Gruppo were the F-16ADF MM7251 painted in a special colour scheme (since, most probably, it will be the first and only F-16 “Special Colour” in ItAF service) and the preserved F-104S (it is actually an ASA-M) MM6940/5-30, wearing the old codes and markings used by the 23° Gruppo when the Squadron and its parent unit (the 5° Stormo) were based in Rimini.
More pictures of the Spotter Day and the full log of the partecipating aircraft here.


















great shots. great to see a F104 again..
Jim
Bella l’idea di restaurare un F-104S nei colori del 23° Gruppo, peccato che i volonterosi di Cervia abbiano clamorosamente sbagliato le dimensioni dei numeri individuali (5-30, decisamente caratteri sbagliati e dimensioni inesatte) e dell’insegna di Stormo in coda, grande e sproporzionata. Anche le coccarde alari sono troppo piccole. A volte, per fare un ottimo lavoro, la buona volontà non basta … o forse sono io troppo perfezionista ???
Anch’io indubbiamente avrei preferito un S (questo in realtà è un ASA-M) riprodotto fedelmente. Tuttavia va considerato che molto spesso chi esegue questi lavori, non è uno storico, ha poco tempo e mezzi limitati. Si tratta generalmente di sottufficiali che terminato il proprio lavoro, animati di buona volontà, si fermano in base per eseguire il restauro. Da quanto mi spiegavano, il più delle volte si tratta di ore non retribuite, in quanto questi “progetti” non hanno né fondi, né personale assegnato.
Quindi, in un periodo di vacche magre come questo, io già mi ritengo piuttosto soddisfatto che un nuovo restauro sia stato possibile.
Sono assolutamente d’accordo, quello che intendevo dire è che molto spesso i restauri fatti in Italia sono lo specchio della ns mentalità, diciamo un pochino pressapochista, e della ns scarsa cultura storica.
La differenza di tempo e di risorse per fare le cose benissimo o solo bene è spesso inesistente, occorre solo avere il desiderio di affrontare tutti gli aspetti, in questo caso del restauro, con la medesima professionalità.
A Cervia hanno sicuramente fatto del loro meglio, ma sono convinto che a far le cose ancora meglio avrebbero speso gli stessi soldi e impiegato le stesse ore …
Va bene comunque anche così, ci mancherebbe …
Benchè assente a Cervia mi ha colpito questo 104; si ho notato anch’io delle “deficienze” che purtroppo rendono minore il risultato finale.
Avendo messo mano alla cosa perchè non farlo meglio?!?.
Comunque BRAVI è apprezzabile lo spunto e spero di vedere altri restauri in giro per le basi italiane.
Ciao ah dimenticavo belle foto.
se continuate con queste mail non ne vedrete ancora molti.