Axalp 2006 report
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Nell’epoca di Google Earth e delle foto satellitari disponibili
gratuitamente su Internet, nascondere le installazioni militari o
addirittura negarne l’esistenza è una precauzione a dir poco
anacronistica. Piuttosto che “celare” è meglio senz’altro “confondere
e mimetizzare” favorendo, quanto più possibile, l’osmosi tra il sedime
militare e il conglomerato urbano circostante. E’ a questa filosofia
che sembra ispirarsi uno degli aeroporti più atipici d’Europa:
Meiringen, in Svizzera. Situata a quota 570 metri tra le Alpi
dell’Oberland Bernese, la base è talmente permeata con la realtà che
la circonda da apparire quasi invisibile al visitatore che la
raggiunge per la prima volta. Se non fosse per l’avveniristica torre
di controllo e per la presenza di qualche elicottero parcheggiato nel
grande piazzale a ridosso della pista, sarebbe piuttosto difficile
notarne la presenza. A differenza di quanto avviene in Italia,
l’aeroporto è delimitato da recinzioni più che altro “simboliche”,
talvolta addirittura assenti, e da un sistema di passaggi a livello
attivato all’occorrenza per evitare che le autovetture che
attraversano la pista o i raccordi possano effettuare una “incursion”
durante le operazioni di volo.
Sì, perché il sistema viario cittadino
interessa tutto il sedime aeroportuale attraversandolo da nord a sud e
da est a ovest: un paio di semafori presidiati da militari della
Schweizer Luftwaffe regolano l’attraversamento della pista (consentito
fino a pochi istanti prima del decollo di qualsiasi velivolo) e dei
raccordi che collegano l’area di manovra agli hangar. Per il resto la
base è un grande “open space” con i velivoli ricoverati all’interno di
shelter ricavati nella montagna a sud dell’aeroporto e i locali dei
reparti di volo ospitati in moderni hangar che si affacciano sui
piazzali a ridosso della striscia d’asfalto 10/28. L’aeroporto è
interessato da un intenso traffico di velivoli ad ala fissa e mobile,
che volano in orario più o meno d’ufficio: generalmente si vola dal
lunedì al venerdì sia la mattina che il pomeriggio, con una breve
pausa per il pranzo. Durante l’intervallo non è infrequente incontrare
gli equipaggi presso una delle locande situate attorno alla base, tra
la pista e un pascolo di bovini. Meiringen è la sede del
Fliegergeshwader 13 che si compone di due gruppi di volo: il
Fliegerstaffel (FlSt) 8 dotato di F-5 e il FlSt 11 dotato di F/A-18.
La base ospita con una certa frequenza anche aerei ed elicotteri in
transito, che a differenza dei caccia “stanziali” non usufruiscono dei
ricoveri in caverna ma vengono parcheggiati all’addiaccio nel piazzale
in prossimità della testata 28. Com’è comprensibile, situata in uno
scenario a dir poco pittoresco, con un paio di reparti che “macinano”
sortite, e priva delle restrizioni che caratterizzano la maggior parte
degli aeroporti nostrani (ed europei), Meiringen è una sorta di Eden
per spotter e fotografi. L’orientamento della pista è tale che dalla
mattina alla sera, posizionandosi nella zona sud dell’aeroporto
(raggiungile attraversando comodamente la pista con la propria
autovettura) si dispone di almeno tre “spotting points” che consentono
di osservare l’intera attività di volo sempre a favore di luce. Ad
est, è possibile osservare i rullaggi dei velivoli diretti da e per
gli hangar interrati; più o meno a metà pista è possibile osservare i
decolli, gli atterraggi, i rullaggi e gli attraversamenti dei velivoli
che usufruiscono della taxiway centrale per raggiungere gli shelter; a
ovest, in prossimità della testata pista è possibile osservare gli
atterraggi e i rullaggi per i decolli che utilizzano la RWY10. Anche
la zona nord è costellata di spotting point, solo che sono meno
frequentati degli omologhi a meridione, essendo costantemente
controluce. A proposito, la luce entra nella vallata eslcusivamente
nei mesi “caldi”, ovvero da aprile a fine ottobre; nel restante
periodo le montagne impediscono alla luce solare di illuminare la
base. In corrispondenza di ogni spotting point è disponibile un’area
di parcheggio apposita: alcune sono ufficialmente riconosciute e
segnalate, altre sono improvvisate e richiedono il versamento di una
quota simbolica (1 franco svizzero) al proprietario del relativo
terreno. Altrove è sconsigliabile parcheggiare per non suscitare le
ire dei contadini locali.La base è situata a pochi chilometri dal più famoso poligono di tiro
aria-suolo svizzero: Axalp Ebenfluh. Il poligono è costituito da una
serie di bersagli di colore rosso/arancione posizionati sui pendìi
piuttosto scoscesi di una larga vallata situata a quota 2.300 metri.
Le operazioni di volo sono gestite dalla piccola torre di controllo
dalla quale vengono autorizzati al tiro i velivoli di volta in volta
impegnati in sortite con il cannone. Una pratica, quella del cannone,
che nei moderni scenari poteva sembrare demodé ma che alla luce delle
recenti esperienze fuori area è tornata prepotentemente in auge: è di
questi giorni la diatriba suscitata da una mail con cui un maggiore di
un reggimento di paracadutisti inglese si lamentava della scarsissima
utilità degli Harrier di Sua Maestà privi di cannone nelle missioni
CAS nel teatro afgano, polemica che ha costretto la RAF a fare un
deciso cambio di rotta rispetto a quanto deciso 7 anni fa e prevedere
l’impiego del cannone Mauser da 27 mm su tutti i 232 Eurofighter
previsti (scelta che comporta notevoli esborsi in termini di
addestramento, manutenzione, munizioni e scorte). Una volta all’anno,
nella prima metà di ottobre, la Schweizer Luftwaffe apre per due
giorni le porte di questo poligono al pubblico. In realtà, l’evento
non si limita ai tiri a fuoco degli Hornet e degli F-5 ma prevede
anche dimostrazioni SAR, simulazione di dogfight (con incessante
utilizzo di flares), aviolanci e il gran finale costituito
dall’esibizione della Patrouille Suisse nel suggestivo scenario
alpino. Una delle novità dell’edizione 2006 dell’Axalp
Fliegerdemonstration dell’11 e 12 ottobre è stata la partecipazione
dell’Armée de l’Air che ha preso parte ai tiri reali con una coppia di
Mirage F1 CR rischierati per l’occasione a Payerne. La Demo si svolge
da diversi anni con le stesse identiche modalità in entrambe le date
previste dal programma (un mercoledì e un giovedì). Qualora per
avverse condi-meteo, si rendesse necessaria una cancellazione, si
usufruisce di una data di riserva, generalmente il venerdì successivo.
L’esibizione è identica nei due giorni previsti, dura un’ora e mezza
ed inizia, con precisione svizzera, alle 14.00. In realtà un’anteprima
delle esibizioni che avranno luogo nel primo pomeriggio è osservabile
fin dalle prime ore della mattina allorché formazioni di F-5 e F-18
impegnano il poligono per la sessione di addestramento. Sebbene tale
sessione non preveda le esibizioni della pattuglia acrobatica
svizzera, né di elicotteri o paracadutisti, la “prova generale” è se
possibile ancor più spettacolare rispetto alla demo vera e propria:
tanto per fare un esempio, il 12 ottobre durante le prove mattutine, i
due Mirage francesi hanno eseguito dei passaggi “low and fast” sul
poligono (e sul pubblico) a quota talmente bassa che alcuni spettatori
si sono gettati in terra per paura di essere investiti dai due
aviogetti! Altro motivo per non perdere le prove è che prima di
liberare il poligono al termine dello slot, i velivoli eseguono generalmente un passaggio in formazione a nord del command post, permettendo a spettatori e giornalisti di fotografare gli aerei a
favore di luce che volano lungo il versante settentrionale
dell’Axalphorn e con il suggestivo sfondo del lago di Brienz, situato
2.000 metri più in basso. L’unico (si fa per dire) problema è che per
poter presenziare le prove, bisogna affrontare, con il freddo e prima
dell’alba, una specie di scalata attraverso un percorso accidentato,
molto ripido, lungo, e particolarmente faticoso (specie se affrontato
con uno zaino contenente l’apparecchiatura fotografica). Purtroppo,
gli elicotteri che la Swiss Air Force mette a disposizione di VIP e
giornalisti per salire ad Axalp da Meiringen iniziano a fare la spola
con il poligono solo a partire dalle 13, al termine della sessione
mattutina, il che significa che non c’è altra maniera per vedere le
prove se non attrezzarsi di cibo e bevande a volontà, scarponi da
trekking, torcia, giacca a vento e guanti, e affrontare la salita
accodandosi a uno dei tanti gruppi di “scalatori” locali che riescono
ad orientarsi in montagna anche nel buio più completo. Ovviamente,
prerequisito fondamentale è essere in perfetta forma fisica,
altrimenti è meglio lasciar perdere.
© David Cenciotti
Per vedere le foto di Axalp e Meiringen clicca qui.
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I'm the author of "F-104 Storia di un mito", the only official book published by the Italian Air Force to celebrate the retirement of the Starfighter in 2004. I'm also a photographer and my pictures have been used in books, magazines, websites and calendars.
This is a place to talk about military aviation, flying, photography and much more.






The above image was created by Andy Spagna, as a gift for my first trap landing on the USS Nimitz, by modifying a real "Centurion" patch celebrating the 100 arrested landing on the aircraft carrier.







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